Bando per la trasformazione digitale delle imprese del turismo

La Camera di Commercio di Salerno promuove la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle imprese della filiera turistica provinciale attraverso il sostegno economico alle iniziative di trasformazione digitale, anche finalizzate ad approcci green oriented del tessuto produttivo.

A tal fine è stato indetto un Bando con il quale si intende finanziare, tramite l’utilizzo di contributi a fondo perduto (voucher), la realizzazione di progetti presentati da singole imprese con l’intento di supportare interventi di digitalizzazione dei processi, informatizzazione, ammodernamento tecnologico.

A questo link trovi il Bando con tutte le specifiche per partecipare alla domanda di voucher. Tale voucher ha un valore compreso tra 1.500 e 3.500 euro e finanzia le imprese della filiera turistica che trovi specificate in base ai codici ATECO nella sezione “Scheda Tecnica”. Le spese ammissibili devono riguardare progetti che comprendono ambiti tecnologici di innovazione digitale specificati nella sezione “Ambiti di intervento” del Bando.

Per chiarirti le idee trovi in questo sito la sezione FAQ, con tutte le domande più frequenti, dedicata al Bando per la concessione di voucher alle imprese del settore turistico per il sostegno di iniziative di digitalizzazione 2020. Sempre qui trovi gli step da seguire per presentare la domanda di voucher e per la rendicontazione e liquidazione.

Digital Skill Voyager: scopri come misurare le tue competenze digitali

Digital Skill Voyager è un test online pensato soprattutto per studenti, lavoratori e giovani manager e più in generale per tutti coloro che cercano uno strumento preliminare specifico per misurare le proprie competenze digitali valorizzandole sul mercato del lavoro.

Accessibile facilmente dal portale www.dskill.eu è impostato con le tecniche della gamification: l’utente si troverà ad affrontare un vero e proprio viaggio nel tempo dalla Preistoria al Futuro, utilizzando così, in chiave dinamica e leggera, uno strumento efficace e rigoroso per valutare le proprie competenze.

Digital Skill Voyager è un viaggio nel tempo che ti porterà dalla Preistoria al Rinascimento, per poi fare un salto nel Futuro…II tutto in chiave digitale! È’ rivolto a studenti, giovani neo-laureati e/o professionisti e in generale a chiunque sia interessato a misurare le proprie conoscenze digitali. All’apparenza sembra un gioco, invece si tratta di uno strumento basato su una metodologia di indagine con basi scientifiche riconosciute, per fornire un riferimento chiaro, confrontabile e condiviso anche in ambito europeo. Ad ogni tappa ti verranno poste tra le 3 e le 5 domande, corrispondenti ad un’area di conoscenza delle competenze digitali. Era Preistorica: Digitalizzazione di base. Era antica: Comunicazione e condivisione. Era medioevale: Pensiero computazionale e Coding. Era moderna: Tecnologie digitali e le loro applicazioni. Era futura: Innovazione e Sostenibilità. Ad ogni tappa troverai le domande nascoste, guidato da una stella brillante come unico riferimento, che ti indirizzerà nello scenario temporale appositamente ricostruito, rendendo il tuo viaggio ancora più avventuroso. Rispondi alle domande facendo affidamento sulle tue conoscenze. Alla fine del percorso, in base alle risposte fornite, visualizzerai il diario del tuo viaggio digitale dal quale conoscerai il risultato ottenuto in ciascuna Era, ti confronterai con altri viaggiatori “simili” a te, e otterrai una valutazione della proporzione tra le tue “hard skill” e le tue “soft skill”. SARAI UN NEOFITA DIGITALE, UN ALLIEVO DIGITALE, UN COACH DIGITALE OPPURE UN DIGITAL-LEADER?

Top of the PID: Anche quest’anno PIDMed e le imprese di Salerno tra i premiati

 

Premiati alla Maker Faire i vincitori di Top of the Pid 2020

Anche quest’anno Salerno tra i protagonisti

Menzione speciale conquistata dalla Cooperativa Terre di Resilienza per il progetto #CampDiGrano4.0 condotto con il supporto del programma PIDMed della CCIAA di Salerno e dell’Università Federico II di Napoli

 

 

Salerno, 14 dicembre 2020

 

Anche quest’anno le imprese del territorio salernitano sono state protagoniste della Maker Faire Rome European Edition, la più grande kermesse europea sull’innovazione tecnologica 4.0. Dopo la vittoria dello scorso anno di alcune imprese del turismo del Consorzio Cilento di Qualità, menzione speciale quest’anno per la Cooperativa Terra di Resilienza al premio Top of the Pid, assegnato proprio durante la  Maker Faire Rome che si è conclusa ieri, domenica 13 dicembre. È stata dedicata al “Re-Start” l’edizione di quest’anno della competizione nazionale promossa dai PID- Punto impresa Digitale, realizzati dalle Camere di Commercio in tutta Italia per diffondere la digitalizzazione. Sette sono le imprese che si sono aggiudicate l’ambito riconoscimento in uno di queste categorie: circular economy; manifattura intelligente e avanzata; sociale; servizi; commercio; distribuzione e turismo; nuovi modelli di business 4.0. Mentre ad altre cinque imprese sono state conferite delle menzioni speciali.

 

Menzione speciale nella categoria “Sociale” è andata alla Cooperativa Sociale Terra di Resilienza per l’organizzazione a Caselle in Pittari, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, dell’attività di mentoring #Campdigrano4.0 che  ha indagato la possibilità di utilizzare la sensoristica IoT (Internet of Things) a supporto della coltivazione dei grani antichi.

La commissione è rimasta impressionata dalla capacità della Cooperativa di fare rete sul territorio e di essere un motore di attivazione comunitaria. Il progetto ha visto una attività di mentoring coinvolgendo diversi scienziati in ottica transdisciplinare (genetisti agrari, esperti di tecnologie 4.0, esperti di dinamiche di mercato…)  tutti impegnati per lavorare in ottica di connubio tra tradizione e innovazione digitale nel settore agricolo nelle aree interne.

 

L’attività ha visto il coinvolgimento di tutta la comunità di Caselle in Pittari e dei giovani studiosi tirocinanti del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli sotto la guida del Prof. Alex Giordano direttore scientifico del programma PidMed nato da un protocollo d’intesa tra Camera di Commercio di Salerno e Università Federico II di Napoli, capofila del Competence Center del Piano Transizione Digitale 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Quattro premi sono andati ad aziende del Nord, due premi al Mezzogiorno e uno al Centro. I vincitori sono stati selezionati tra migliaia di progetti di imprese che hanno utilizzato almeno uno dei tanti servizi offerti dai PID. “Servizi, Commercio, Distribuzione e Turismo” è stata la categoria più gettonata dai partecipanti, ma anche “Nuovi Modelli di Business 4.0” e “Manifattura intelligente ed avanzata” (robot) hanno ricevuto numerose candidature.

 

In tre anni i Punto impresa digitali hanno accompagnato oltre 300mila imprenditori verso la digitalizzazione: 23mila hanno misurato la propria maturità digitale con il test di autovalutazione SELFI4.0, 130mila hanno partecipato a programmi di formazione e orientamento, 20mila hanno utilizzato i voucher per investire sul digitale con oltre 70milioni di risorse messe a disposizione.

 

I due imprenditori cilentani, Carmen Caiazzo per il Consorzio Cilento di Qualità e Antonio Pellegrino della Cooperativa Terra di Resilienza, sono stati invitati a colloquiare con il Ministro Provenzano sempre alla Maker Faire.

Qui i due innovatori hanno avuto l’opportunità di dialogare con Francesco Monaco, Coordinatore del Comitato Tecnico della Strategia Nazionale Aree interne, che ha affermato che il loro approccio all’innovazione tecnologica legata alle identità del territorio sono da considerarsi di profonda ispirazione per le future azioni del recovery fund.

#Campdigrano4.0

 

 

Scarica il Comunicato Stampa CS _ TopOfThePid 2020

 

Covid: crescono le imprese del commercio che vendono online +3.600 in 7 mesi

Trentino Alto Adige al top della classifica sulla digitalizzazione delle PMI

Roma, 09 dicembre 2020 – L’effetto Covid spinge molte imprese del commercio su internet. Sono state più di 3.600 le aziende di questo settore che hanno aperto un canale di vendita online tra aprile e ottobre 2020 per operare anche in questo momento di difficoltà, facendo registrare in sette mesi una crescita del +15,5% (erano complessivamente 23.386 unità a marzo 2020 contro 27.007 ad ottobre 2020). L’emergenza pandemica ha costretto tanti imprenditori ad accelerare il loro percorso di digitalizzazione per reagire alle avversità e cercare di restare produttivi anche da remoto. Nel complesso quasi un’impresa italiana su tre si è equipaggiata tecnologicamente per le vendite e i pagamenti sul web. Dopo la prima fase di lockdown, da maggio a settembre 2020, sono aumentate di 4 punti percentuali le PMI che si sono dotate di strumenti per l’e-commerce (il 27% contro il 23% dello stesso periodo del 2019) e di +5 punti percentuali quelle che si sono equipaggiate per l’e-payment (il 36% contro il 31%). La rincorsa verso l’adozione di queste tecnologie abilitanti per la vendita online appare più veloce in particolare in Friuli Venezia Giulia (+ 27 punti percentuali), Puglia (+19 punti percentuali) e Basilicata (+ 22 punti percentuali). Ed è ancora il Friuli Venezia Giulia a smarcarsi nettamente rispetto alla media per l’e-payment (+30 punti percentuali).

Mentre da marzo ad aprile 2020, anche per facilitare il ricorso allo smartworking, hanno registrato un boom l’adozione di strumenti di cloud (+11 punti percentuali) e di cybersecurity (+ 3 punti percentuali).

Questa accelerazione si inserisce all’interno di un cammino di crescita continua intrapresa dalle imprese negli ultimi tre anni verso l’economia 4.0 che vede il Trentino Alto Adige a guidare la classifica nazionale per livelli di digitalizzazione più evoluti delle PMI.

E’ la fotografia scattata da Unioncamere attraverso l’osservatorio dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio sulla base dei test sulla maturità digitale effettuati dalle imprese italiane e i dati del Registro delle imprese.

In pochi mesi solo nel settore del commercio migliaia di imprese hanno cominciato a vendere per la prima volta su internet per fare fronte alla difficile stagione dei lockdown mentre un terzo delle PMI è già pronta tecnologicamente a farlo. Anche grazie all’attività dei nostri Pid che stanno permettendo ad una platea sempre più grande di imprese di accedere ai vantaggi del mercati online, affiancando l’e-commerce ai sistemi di vendita tradizionali. E’ quanto ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che ha aggiunto “nell’ultimo anno abbiamo aiutato attraverso i Pid più di 80mila imprese, con oltre 700 eventi informativi e formativi, a sfruttare i vantaggi delle tecnologie 4.0 e restare operative anche in questa fase emergenziale. In tre anni abbiamo accompagnato complessivamente già 300mila imprenditori sulla strada del digitale: 23mila hanno fatto il self assessment per scoprire il proprio livello di alfabetizzazione digitale e lavorare per colmare i gap, 130mila hanno seguito programmi di formazione e orientamento, 20mila imprese hanno sfruttato i voucher per investire sul digitale. E con il nuovo servizio appena lanciato Digital Skill voyager permetteremo alle imprese di valutare anche le competenze digitali dei propri collaboratori e avviare se necessario percorsi formativi mirati per adeguarle alle nuove sfide dell’economia 4.0”.

 

Cresce la maturità digitale delle PMI: più Specialisti, Esperti o Campioni digitali

In 7 mesi le restrizioni causate dal Coronavirus hanno dato in generale una forte spinta agli imprenditori ad abbracciare l’economia 4.0 per reagire alle difficoltà, elevandone il livello complessivo di maturità digitale.

L’istantanea scattata dall’ 1 marzo al 30 settembre 2020, mostra infatti un aumento di 2 punti percentuali, rispetto allo stesso periodo del 2019, delle imprese che si sono classificate al test di maturità digitale “Specialiste, Esperte o Campioni”, grazie all’utilizzo più evoluto delle tecnologie abilitanti. Ma l’impennata della crescita si è registrata nei primi due mesi della prima fase del lockdown, ovvero nel periodo marzo e aprile, con un aumento medio della maturità digitale di oltre 3 punti percentuali.

Più in dettaglio mettendo a fuoco i cinque livelli di misurazione della maturità digitale su una scala di punteggi che va da 0 a 4, da marzo a settembre 2020 : il 6,9% delle imprese è «Esordiente» (erano 7,2% nel 2019 e 9,6% nel 2018) – con punteggi di maturità digitale compresi tra 0 e 1 – perché legata a una gestione tradizionale dell’informazione e dei processi; il 41,9% è «Apprendista» (il 47,0% nel 2019 e il 49,8% nel 2018) – con punteggi compresi tra 1 e 2 –  utilizza cioè strumenti digitali di base; il 36,6% è «Specialista» (il 33,9% nel 2019 e il 30,3 nel 2018) – con punteggi compresi tra 2 e 3 – avendo digitalizzato buona parte dei processi; il 10,7% è «Esperto» (il 8,3% nel 2019 e il 6,6% nel 2018) – con punteggi compresi tra 3 e 3,6 –   applica cioè con successo i principi dell’Impresa 4.0;  il 3,9% può dirsi «Campione digitale» –  con punteggi superiori a 3,6 – (il 3,5% nel 2019 e il 3,6% nel 2018). Questa accelerazione verso l’uso di strumenti 4.0 da parte delle PMi si inserisce quindi all’interno di un generale percorso di crescita della digitalizzazione delle imprese avviato tre anni fa grazie alle politiche di incentivazione messe in campo dal governo e ai servizi di assistenza offerti dalla rete dei soggetti qualificati presenti sul territorio nazionale (Competence center, DIH, EDI, PID).

 

Il Trentino Alto Adige al top per livelli di digitalizzazione delle PMI

Ai primi di novembre 2020 il Trentino Alto Adige è in vetta alla classifica nazionale per livelli di digitalizzazione delle Pmi, avendo superato il test di maturità digitale delle imprese con un voto di 2,29 contro una media nazionale di 2,06 delle quasi 23mila in imprese che hanno effettuato il self assessment online SelfI4.0 negli ultimi tre anni. Segue la Lombardia con un punteggio di 2,21 e l’Emilia-Romagna con 2,2.

 

Al via il test di maturità digitale anche per i lavoratori

E’ online www.dskill.eu, il nuovo self assessment “Digital Skill voyager” è rivolto a tutti i lavoratori per conoscere il proprio livello di competenze digitali. Offerto gratuitamente dai PID permetterà alle imprese di conoscere anche il livello di maturità digitale dei propri collaboratori e, se del caso, avviare percorsi di formazione per elevarne le skill.

Ma più in generale chiunque – lavoratori, studenti, professionisti – può avvalersi di questo strumento per misurare la propria conoscenza del mondo digitale. Il sistema è facile ed intuitivo. Ad ogni tappa vengono poste tra le 3 e le 5 domande, corrispondenti ad un’area di conoscenza specifica delle competenze digitali. Alla fine del percorso si ottiene una valutazione che consente di scoprire in quale area si è collocati: neofita digitale, allievo digitale, coach digitale oppure un digital-leader.

Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere

 

DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI PER REGIONE

 

(Fonte: Dati al 2 novembre 2020 Unioncamere – PID, Self Assessment Digitale (Selfi4.0) – Elaborazioni Dintec)

 

 

(Fonte: Dati Unioncamere – PID, Self Assessment Digitale  (Selfi4.0) – Elaborazioni Dintec)

 

(Fonte: Dati Unioncamere – PID, Self Assessment Digitale  (Selfi4.0) – Elaborazioni Dintec)

 

(Fonte: Dati Unioncamere – PID, Self Assessment Digitale  (Selfi4.0) – Elaborazioni Dintec)

 

(Fonte: Dati Unioncamere – PID, Self Assessment Digitale (Selfi4.0) – Elaborazioni Dintec)

 

Tecnologie 4.0, agricoltura e territori

Una nuova centralità delle strategie locali nel sistema globale del cibo

La pandemia ha evidenziato in modo ancora più forte le contraddizioni del sistema globale dell’agrifood. Per questo sembra necessario creare nuovi equilibri tra i sistemi agroalimentari locali e quello globale, favorendo anche una maggiore diffusione delle tecnologie.

A partire dal libro di Maurizio Martina Cibo Sovrano. Le guerre alimentari globali al tempo del virus il confronto si apre su quattro diverse prospettive:

  • con l’intervento dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania Nicola Caputo si affrontano i temi dal punto di vista delle politiche regionali che sono cinghia di trasmissione e traduzione operativa sui territori delle politiche europee e nazionali;
  • grazie al Rettore dell’Università Federico II Matteo Lorito si prenderà la prospettiva dell’Università come uno degli attori-chiave per la produzione di conoscenze a supporto dei processi di innovazione (attraverso tutte e tre le sue missioni);
  • l’intervento di Simona Elmo, coordinatrice del progetto Sibater (che supporta i Comuni nel recupero e nella valorizzazione delle terre abbandonate), consente di osservare le prospettive delle realtà territoriali e delle cosiddette aree interne;
  • infine l’intervento di Alex Giordano, Direttore scientifico del progetto di ricerca-azione RuralHack consente di portare l’esperienza di chi studia e sperimenta come attivare processi di innovazione tecnologica per le PMI e a vantaggio degli ecosistemi locali, a partire dall’esperienza realizzata come coordinatore del PIDMed affidato dalle Camere di Commercio di Caserta e Salerno all’Università Federico II.

Le conclusioni del dibattito sono affidate al Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano.

Introduce e modera Annalisa Gramigna (Fondazione IFEL)

Scarica il programma dell’evento > Programma Tecnologie 4.0, agricoltura e territori

 

In streaming sulla pagina Facebook di RuralHack

PIDMed: L’innovazione costruita insieme

Avvicinare le imprese alle tecnologie abilitanti con un ampio programma di trasformazione digitale in linea con l’identità culturale e le vocazioni tipiche del territorio. Sulla rivista CostoZero parliamo del piano di PIDMed che punta sull’idea di creare ponti tra la cultura digitale e le MPMI, attraverso l’utilizzo di più discipline e attori.

Alex Giordano, direttore scientifico del programma di ricerca/azione Societing4.0, contenitore ideale di una serie di attività e iniziative che puntano a definire, sperimentandolo, un modello di trasformazione digitale confacente con la nostra identità culturale e con il nostro sistema imprenditoriale, risponde ad alcune domande sulle tematiche e le finalità del progetto PIDMed.

Nell’allegato di approfondimento, scaricabile gratuitamente, ci sono inoltre diverse testimonianze di aziende del territorio che hanno scelto di intraprendere un percorso verso la trasformazione digitale.

Scarica l’allegato di approfondimento PIDMed: L’innovazione costruita insieme – CostoZero

 

Rassegna Stampa PIDMed n.78

Prima della pausa estiva, per poi ritornare con le nostre consuete rassegne stampa settimanali a settembre, vogliamo consigliarvi alcune letture interessanti.

Qui potete scaricare questa “edizione speciale” della rassegna stampa PIDMed n.78

E se avete ancora voglia di leggere:

Per consigli di lettura sul mondo dell’agrifood e dell’agritech vi suggeriamo di scaricare la rassegna stampa RuralHack n.78

Per consigli di lettura sul mondo del digitale, della tecnologia e degli impatti di questa sulla società vi suggeriamo di scaricare la rassegna stampa Societing4.0 n.78

Rassegna Stampa PIDMed n.77

Se gli orizzonti delle politiche pubbliche sono quelli dell’innovazione

Partiamo dai dati che fotografano lo stato dell’arte: a quanto pare, secondo il Rapporto regionale PMI 2020 realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, partendo dai bilanci delle Pmi e simulando l’evoluzione del cashflow emerge che più di un terzo delle 156mila società analizzate (60mila unità secondo lo scenario base e 70mila in caso di una nuova ondata di contagi dopo l’estate) potrebbero entrare in crisi di liquidità prima della fine dell’anno. Secondo gli analisti servono iniezioni di liquidità tra i 25 e i 37 miliardi di euro per sostenere queste Pmi. Ovviamente lo scenario peggiore fa subito pensare a un effetto sociale importane se si considera che sono circa 1,8 milioni i lavoratori impiegati nelle aziende più a rischio. Confindustria chiede ora «una decisiva svolta di policy»: proseguire con le misure a sostegno della liquidità delle imprese adottate nei mesi scorsi e partire con riforme strutturali.

L’orizzonte della ripresa e dello sviluppo per molti è chiarissimo e si riassumono in poche parole-chiave: #Europa, #green, #sussidiarietà e #sostenibilità insieme a #coesione, #creatività, #digitale, #flessibilità e #cultura. È quanto esce dal Festival della Soft Economy organizzato da Fondazione Symbola. Il direttore della Fondazione Symbola Domenico Sturabotti ha detto che le imprese più coesive – cioè in stretta relazione con il contesto in cui operano, quindi con i dipendenti, i fornitori, i clienti – sono quelle che hanno saputo rispondere meglio alla crisi generata dal Covid-19 perché la vicinanza al proprio territorio le rende più reattive, capaci di cogliere e interpretare con rapidità i cambiamenti in atto e di rispondere con flessibilità. Come? Esercizi di creatività, digitalizzazione e nuovi modelli di business ma anche nuovi modelli organizzativi (lo smart working diffuso e massiccio è stata la prova generale che si può fare). Serve però un ingrediente necessario: il coordinamento. “Il problema è che tutte queste energie positive si muovono ciascuna per conto proprio” ha dette Ermete Realicci, Presidente di Legambiente e della Fondazione Symbola, “mentre è necessario che le idee vengano messe insieme con una strategia che dia priorità, ordine, logica”.

Da questo punto di vista è molto interessante il lavoro in corso presso la Regione Emilia-Romagna che, è utile ricordarlo, vede alla base della tenuta del “modello Emilia” il dialogo costante tra istituzioni, imprese, sindacati, scuole, atenei, riassunto dal 2015 nel “Patto per il lavoro” che, come ha precisato il Presidente della Regione Bonaccini, sarà rinnovato in ottobre e abbinato per la prima volta a un Patto per il clima, per gettare le basi di un futuro sostenibile che guarda al 2030. Ma Bonaccini ha detto un’altra cosa interessante: “È inutile perdere tempo a contare i posti di lavoro che perderemo, dobbiamo impegnarci per crearne di nuovi, sapendo che i mestieri di domani non saranno quelli che conosciamo oggi e che sempre più avranno a che fare con innovazione tecnologica, digitale e robotica”.

Per questo la Regione è impegnata, con altri attori del territorio, a far nascere il #BigDataHub, il più grande cantiere pubblico in corso all’ex Manifattura tabacchi di Bologna che ospiterà il data center del Centro meteo europeo e anche l’Agenzia meteo italiana, nonché uno dei più potenti supercomputer al mondo. L’ambizione è di diventare una delle prime “data valley” mondiali con l’idea che siano i big data a trainare la metamorfosi della manifattura e delle nuovo sistema di competenze. Dunque possiamo ancora sperare che le politiche pubbliche lancino il cuore oltre l’ostacolo e si orientino verso l’innovazione vera.

Lo staff di PIDMed

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Rassegna Stampa PIDMed n.76

Un Paese più innovativo, sostenibile ed equo?

Riprendiamo alcuni degli higtlights del Rapporto Analisi dei Settori Industriali maggio 2020 di Intesa S. Paolo – Prometeia che parlano delle filiere messe in ginocchio in questi mesi dal Covid e delle capacità di resilienza acquisite grazie ad interventi fatti nella fase di crisi economica che si era avviata dal 2008:

– Il manifatturiero italiano è stato fortemente colpito dal duplice shock di domanda e offerta indotto dalla pandemia;

– In controtendenza, la Farmaceutica (+4.2%) sta beneficiando dell’accresciuta domanda e dell’eccellente posizionamento nella filiera globale del valore;

– La ripresa costituirà un’opportunità di trasformazione e modernizzazione del nostro tessuto produttivo, accelerando processi di innovazione e digitalizzazione già avviati nell’ambito della transizione verso il 4.0, che andranno a rinvigorire il ciclo degli investimenti;

– Le tecnologie green giocheranno un ruolo chiave, anche alla luce delle scelte fatte a livello comunitario;

– Nuove opportunità di crescita potrebbero giungere da una maggiore regionalizzazione delle catene del valore, che vedrà un irrobustimento delle piattaforme produttive europee, dove le imprese italiane potranno contare su un buon livello competitivo per conquistare spazi;

– La crisi avrà impatti sulla redditività manifatturiera, ma meno intensi rispetto al 2009. Il tessuto produttivo si presenta infatti, ad oggi, rafforzato rispetto al passato, in termini di liquidità e patrimonializzazione, e quindi potenzialmente più resiliente. I provvedimenti adottati a sostegno delle imprese, inoltre, saranno efficaci nell’evitare che eventuali squilibri si riversino lungo le filiere, danneggiando gli anelli più deboli della catena del valore.

In questo scenario si inseriscono interventi come l’arrivo di 900 milioni da Google per le pmi e il piano #piccolegrandimprese che Facebook ha lanciato sempre in soccorso delle pmi italiane. Google prevede interventi vari di formazione e, fra questi, un grant di 1 milione di euro a Unioncamere per offrire formazione specifica e assistenza da parte di esperti a imprese e lavoratori, cui seguiranno altri strumenti, progetti. Facebook invece nei prossimi sei mesi proporrà prodotti e servizi per aiutare le pmi a sviluppare la digitalizzazione, compreso uno strumento che consente di fare una diagnosi dell’efficacia della propria presenza digitale.

Si apre dunque una questione-chiave: chi farà la sintesi di queste iniziative? Perché riteniamo che tutte le risorse  a disposizione (anche quelle ridondanti come strumenti di autovalutazione e assessment sul tema “pmi e digitale”) sarebbero da integrare nel disegno articolato dal Piano Nazionale Impresa 4.0, organizzando occasioni e interventi all’interno di un quadro unico. Come dice Mariana Mazzuccato: L’Italia ha bisogno di un modo diverso di pensare alla politica economica e in particolare la strategia industriale. Solo attraverso la riproduzione di esperienze virtuose di collaborazione tra pubblico e privato sarà possibile realizzare un rilancio e un rinnovamento della struttura produttiva del nostro Paese –un Paese più innovativo, sostenibile ed equo”.

Lo staff di PIDMed

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Rassegna Stampa PIDMed n.75

Stare in un angolo a piangere non ci aiuterà a risolvere le cose

Il cambiamento del sistema produttivo è necessario e questo è un dato di fatto. Perdere tempo a distribuire le colpe è uno spreco di energie da utilizzare, invece, per cogliere le occasioni per ripensarsi.

Come?

Provate a leggere un po’ degli articoli raccolti e diteci se siete d’accordo con noi:

1. cogliere le occasioni degli incentivi e delle risorse messe in campo. Un primo passaggio è quello di sopravvivere: salire sulla scialuppa di salvataggio oppure aggrapparsi a quello che si trova in mare e che sta galleggiando. Ma può un sistema produttivo accontentarsi di questo?

2. di sicuro c’è bisogno di essere accompagnati a cogliere le occasioni possibili (nuove offerte, nuove forme di fidelizzazione, nuovi strumenti, il digitale, ecc.), specie come singole imprese. E ci sono diversi attori e diversi dispositivi che hanno già questa funzione: i Competence Center, i PID, i Digital Innovation Hub, per fare un esempio, che si mixano alle Camere di Commercio, ai servizi delle associazioni di categoria, alle proposte formative di vari attori sul territorio (anche le Big Tech sono entrate in campo in modo importante su questo);

3. orientarsi al miglioramento della qualità offerta a partire dai driver di sviluppo ormai chiari: green e digitale.

Perché tutto ciò accada serve un lavoro di cucitura degli interventi previsti dai diversi attori in campo, serve un lavoro di alfabetizzazione per le impese, serve un mix di linguaggi e competenze.

È molto importante che venga data continuità ad attività di ricerca e azione che siano attente alle specificità delle realtà alle quali si rivolgono. Inoltre è fondamentale creare ponti tra discipline, attori, significati, metodi, territori, tradizione e innovazione generando idee, esperienze e soluzioni che possono produrre valore collettivo. Il lavoro non è solo sulle imprese, quindi, ma su quell’intelligenza collettiva che mette insieme persone, tecnologie, singoli e comunità verso la generazione del bene comune.

Riteniamo che serva un tempo da dedicare alla formazione e alla crescita ecosistemica dei processi di innovazione tecnologica e sociale. Per questo è decisivo sostenere una diffusa alfabetizzazione a vantaggio di una distribuzione condivisa dei poteri e delle responsabilità delle/nelle comunità. Ciò crea gli anticorpi e i dispositivi che possono favorire il cambiamento ed “evitare che intelligenze artificiali -cioè intelligenze che agiscono in autonomia, attraverso le macchine o attraverso dispositivi sociali-economici-tecnici-politici-militari-religiosi… – condizionino in modo negativo la vita delle persone”.

Siamo convinti che il modello PIDMed possa realmente essere un esempio virtuoso.

Lo staff di PIDMed

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Quanto sei digitale