L’indagine Excelsior: il fabbisogno di competenze digitali

Le competenze digitali sono fondamentali per le diverse professioni, settori di attività economica e aree funzionali aziendali. Le competenze digitali rinnovano le professioni e sono sempre più richieste per i processi di creazione di valore delle imprese, per cui occorre sottolineare il fatto che tali competenze non riguardano solo i lavori digitali in senso stretto ma ormai sono richieste per tutti le professioni, tanto da ridefinirne ruoli, mansioni e routine.

La presenza pervasiva delle digital skill che travalica le professioni, i ruoli e i settori di attività.

Il numero complessivo delle entrate programmate dalle imprese monitorate dal Sistema Informativo Excelsior nel 2020 ha risentito delle dinamiche fortemente negative della crisi pandemica, mostrando una diminuzione di circa il 30% rispetto all’anno precedente. Nonostante questa contrazione, si osservano nel 2020 quote, della richiesta di competenze per il digitale, in linea con quelle del 2019, evidenziando quindi un andamento stazionario.

L’indagine Excelsior esamina le caratteristiche della domanda di e-skill nel corso del 2020. Le imprese segnalano con quale grado di importanza richiedono alle figure professionali, oltre alle competenze specialistiche legate alla singola professione, le seguenti competenze per il digitale:

• il possesso di competenze digitali, come l’uso di tecnologie Internet, e capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale;
• la capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici per organizzare e valutare informazioni qualitative e quantitative;
• la capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie (digitali) robotiche, big data analytics, internet of things, ecc. ai processi aziendali, anche in linea con quanto previsto nel ‘Pacchetto Industria 4.0’.

Nel 2020 le imprese oltre a richiedere più di 1,9 milioni di profili in possesso di competenze digitali di base (pari al 60,4% delle entrate complessive), hanno domandato 1,6 milioni di profili con capacità di utilizzare linguaggi matematici/informatici (51,5% del totale), infine sono oltre 1 milione e 177 mila le posizioni lavorative per cui le imprese hanno richiesto la capacità di gestire soluzioni innovative (corrispondenti al 36,3% delle entrate totali).

È possibile, inoltre, esaminare la richiesta delle imprese delle competenze in relazione all’importanza che la presenza di ciascuna abilità riveste per definirne l’adeguatezza rispetto alle attività da svolgere. L’analisi dei dati riferiti alle e-skill mostra che la competenza più richiesta con un elevato grado di importanza è il possesso di competenze digitali (21,8%), seguita dalla capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici (16,6%), ed infine la capacità di gestire soluzioni innovative (11,6%).

E l’andamento nel nostro territorio?

In provincia di Salerno le imprese hanno segnalato la necessità e l’importanza degli e-skill per le diverse aree aziendali di inserimento, oltre alle competenze specialistiche professionali proprie del ruolo. Di seguito, in figura, vediamo schematizzata la percentuale di aziende per cui le competenze digitali sono necessarie per la professione e la percentuale per cui non sono necessarie.

Le competenze richieste nel dettaglio

Su un totale di entrate previste di 59.220 in v.a. le competenze digitali di base risultano le più richieste dalle imprese, rispetto alle altre due prese in considerazione.

In particolare:

  • le imprese hanno richiesto 790profili in possesso di competenze digitali di base (pari al 58,7 % sul totale delle entrate complessive), contro una media nazionale del 60,4% ed una regionale del 61,6%

Per quanto riguarda la richiesta di questa competenza con grado elevato il dato territoriale è pari a 9.880 entrate (il 28,4%), rispetto al dato nazionale che è pari al 21,8% ed al 34,1% della regione Campania. Per Salerno la competenza di grado elevato si accompagna alla richiesta di esperienza pari al 77%, ad una difficoltà di reperimento del 30,6%, e, ad una quota destinata ai giovani under 29 pari al 29,3%.

  • hanno domandato570profili con capacità di utilizzare linguaggi matematici/informatici (49,9 % sul totale) contro una media nazionale del 51,5% ed una regionale del 51,9%

Per quanto riguarda la richiesta di questa competenza di grado elevato il dato territoriale è pari a 9.380 ingressi (il 31,7%), mentre il dato nazionale è pari al 16,6% e quello regionale del 32,4%.

  • infine sono oltre 640 le posizioni lavorative per cui le imprese hanno richiesto la capacità di gestire soluzioni innovative 4.0(corrispondenti al 44,9% delle entrate totali) contro una media nazionale del 36,3% e del 39% della regione Campania.

Per quanto riguarda la richiesta di questa competenza di grado elevato il dato territoriale è pari a 8.080 (il 32,7%), mentre il dato nazionale è pari al 11,6% e 35,8% regionale.

Scarica QUI l’indagine condotta dalla Camera di Commercio di Salerno

Per maggiori approfondimenti https://bit.ly/3maHer7   |  https://bit.ly/3pOg9fJ

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L’indagine Excelsior: le principali figure professionali

Quali sono i profili professionali assunti a seguito di investimenti in trasformazione digitale?

Una volta analizzati gli investimenti in risorse umane a seguito dei processi di digital transformation, occorre anche capire quali siano stati i profili professionali assunti per l’implementazione degli investimenti in trasformazione digitale, per meglio comprendere il mondo del lavoro che cambia.

In valori assoluti, 59.920 imprese hanno dichiarato di aver assunto personale in seguito agli investimenti in trasformazione digitale, per cui i valori presi in esame non si riferiscono al numero di entrate programmate, ma rappresentano solo il conteggio delle aziende che hanno effettuato assunzioni a seguito di investimenti in campo digitale. L’analisi di questo cluster, serve a comprendere meglio quali siano le dinamiche innovative dell’evoluzione della ricerca di profili professionali digitali.

Le segnalazioni delle imprese, che hanno assunto profili in seguito ad investimenti nella trasformazione digitale indicano che 7.150 aziende hanno assunto Digital Marketing, 4.600 aziende hanno assunto Business Analyst, 3.870 imprese con ICT Account Manager, fino alle altre figure legate al modello organizzativo aziendale, al processo produttivo e allo sviluppo di nuovi modelli di business.

Le imprese che hanno assunto personale a seguito di investimenti in innovazione digitale si suddividono in settori di attività secondo una dinamica che vede avanti senza alcun dubbio i servizi rispetto all’industria.

In ordine di valore assoluto le imprese che hanno assunto una figura in seguito a investimenti in trasformazione digitale sono:

  • 490 nel commercio al dettaglio,
  • 310 nel commercio all’ingrosso,
  • 310 nei servizi avanzati,
  • 490 nell’ informatica e telecomunicazione,
  • 310 nei servizi finanziari ed assicurativi,
  • 250 nell’alloggio e ristorazione e servizi turistici.

Buono anche il dato delle costruzioni con 3.890 imprese che hanno assunto nuovi profili lavorativi digitali, nelle industrie si notano 2.470 assunzioni in fabbricazione macchinari e mezzi di trasporto e industrie metallurgiche con 1.940 assunzioni.

Analizzare i dati in valori assoluti risulta importante per dare un quadro migliore degli investimenti in digital transformation, in quanto si possono evidenziare alcuni aspetti oltre al mero calcolo delle percentuali.

Per esempio il “commercio al dettaglio” pur essendo uno dei settori di attività che ha investito percentualmente di meno in trasformazione digitale, ben il 40% delle imprese del commercio al dettaglio non ha investito in digital transformation, in termini di valori assoluti ha dato il maggior contributo per l’assunzione di profili digital.

Questo fenomeno dipende ovviamente dal fatto che le imprese del commercio al dettaglio rappresentano un numero elevato del campione di indagine, per cui si evidenzia una polarizzazione tra chi non ha investito e chi, oltre ad aver investito in trasformazione digitale, ha anche assunto profili professionali adatti a implementarla.

Tutto ciò dimostra un certo dinamismo da parte di una frazione delle imprese di questo settore che ha cercato di reagire al calo dei consumi anche con l’assunzione diretta di figure della trasformazione digitale.

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L’indagine Excelsior: gli investimenti in risorse umane

Quali sono i trend dei nuovi profili professionali a seguito di investimenti in innovazione digitale ?

Gli investimenti in digital transformation impattano sul capitale umano dell’impresa per cui occorre comprendere le dinamiche riguardanti:

  • l’assunzione di nuovi profili professionali legati alla digital transformation,
  • formazione personale già presente per adeguamento delle competenze (upskilling e reskilling)
  • l’attivazione di servizi di consulenza.

In particolare, alle imprese è stata data la possibilità di indicare se esistesse un impatto diretto degli investimenti in trasformazione digitale sul capitale umano oppure no, ed in caso affermativo di indicarne la tipologia tra il reclutamento di nuovo personale, la formazione del personale esistente e l’attivazione di servizi di consulenza.  I dati si riferiscono al 2020 e in particolare al 65,2% delle imprese che hanno indicato di avere investito in almeno uno degli ambiti della trasformazione digitale.

Di questo 65,2%, il 54,1% ha dichiarato di non aver investito in nessun intervento sulle risorse umane, per cui il restante 45,9% delle imprese investitrici in trasformazione digitale ha posto in essere almeno uno dei tre interventi (il quesito era a risposta multipla). Per quanto concerne le imprese investitrici in trasformazione digitale, che hanno anche effettuato interventi sul capitale umano dell’impresa, i dati totali sono i seguenti:

●il 6,3% di queste imprese ha reclutato personale,
●il 39,4% è intervenuta sulla formazione del personale già presente per adeguamento delle competenze
●il 12% ha attivato servizi di consulenza.

Per quanto riguarda i macrosettori di attività, il reclutamento di personale riguarda il 5,7% del settore industria, l’11,5% del settore public utilities, il 4,2% delle costruzioni e il 6,6% dei servizi. La formazione di personale riguarda un range che va dal 34,2% al 39,8% per i vari macrosettori con un picco del 53% per le public utilities. Anche il valore più alto (17,7%) del valore “attivazione di servizi di consulenza” è appannaggio sempre del settore public utilities, a seguire valori che vanno dall’8,7% (costruzioni) al 12,1% (servizi).

 

E l’andamento nel nostro territorio?

Anche in provincia di Salerno quasi la metà delle imprese che ha investito in tecnologie digitali, ha posto in essere almeno un intervento sul capitale umano, con particolare interesse per la formazione del personale esistente (intervento effettuato dal 37,6% delle imprese investitrici). A differenza del dato nazionale, in provincia appaiono più coinvolte nella formazione del personale le imprese industriali (realizzata dal 39,4% delle imprese industriali investitrici in tecnologie digitali) rispetto a quelle dei servizi (38,9% l’analogo dato per le imprese di tale settore).

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L’indagine Excelsior: il lavoro agile e lo smart working

L’estensione del “lavoro agile” e dello smart working tra le imprese italiane che hanno investito in maniera strategica in questa innovazione è passata dal 23,3% del periodo pre-covid, al 40,4% nel 2020. A livello regionale abbiamo un incremento dal 18,8% al 35,7% del 2020, mentre la provincia di Salerno, per l’adozione dello smart working, si attesta a 2 punti percentuali in meno della media nazionale, passando comunque dal 17,7% del periodo 2015-2019 al 38,2% del 2020.

Durante il primo lockdown, lo smart working ha coinvolto 6,58 milioni di persone, circa un terzo dei lavoratori dipendenti italiani, con una crescita di oltre 10 volte rispetto ai 570mila censiti nel 2019. Si stima che al termine dell’emergenza i lavoratori “agili” saranno 5,35 milioni. In futuro il 70% delle grandi imprese aumenterà le giornate da remoto, in media da uno a 2,7 giorni alla settimana.

Andamento dei Settori
Gli investimenti strategici in lavoro agile delle imprese del settore industria sono passati dal 19,9% delle imprese investitrici nel 2015 al 33,6% nel 2020. Nel settore servizi dal 24,5% al 43,2%, dal 45,9% al 54% nel settore public utilities e infine dal 18% al 29,6% nel settore delle costruzioni.

Lo smart working e le altre forme di lavoro agile non rappresentano soltanto una nuova tecnologia, ma sono propriamente un nuovo modello di lavoro; il cambiamento dell’organizzazione del lavoro mette in discussione anche l’organizzazione della vita dei lavoratori, dell’economia e del territorio. La pandemia ha offerto la possibilità di sperimentare nuovi modelli organizzativi e di reingegnerizzare i processi di back-office. La “corsa obbligata” verso il lavoro agile per molti settori, oltre a garantire la tenuta del sistema sanitario nella continuità produttiva, ha modificato anche il sistema dei trasporti, portato al ripopolamento dei centri minori ed ha avuto anche esternalità positive nell’incremento delle competenze digitali dei lavoratori. Nei prossimi anni il lavoro agile rappresenterà un modello che andrà oltre le contingenze indotte dagli eventi pandemici.

 

E l’andamento nel nostro territorio?

Analizzando i settori di attività della provincia salernitana emerge, in linea con il trend nazionale, un incremento significativo dell’utilizzo dello smart working in tutte le aree, con un raddoppio nel settore industria passato dal 12% del periodo pre-covid al 24% del 2020.

 

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L’indagine Excelsior: gli investimenti in digital marketing

La pandemia e il lockdown hanno costretto gli italiani a confrontarsi in maniera più attiva con internet e il mondo online, tanto che le imprese hanno dovuto accelerare il processo di apertura commerciale verso questo canale. Le nuove abitudini digitali dei cittadini implicano una sempre maggiore attenzione all’uso degli strumenti online per analizzare i dati dai mercati, per ascoltare le esigenze dei clienti e trasformare i propri business. Analizzando gli investimenti strategici in digital marketing, ossia la quota di imprese che hanno dichiarato di aver investito “molto” e “moltissimo” in questa innovazione di business, occorre dire, dati a livello nazionale, che c’è stato un notevole incremento dal 24,4% del periodo pre-covid al 39,9% del 2020, ed è diminuito il differenziale fra la nostra provincia, Salerno, ed il resto di Italia, il gap si è ridotto, di 3 punti percentuale rispetto ai 6 punti percentuale del periodo pre-covid

Come hanno investito le imprese della provincia salernitana?

Analizzando i settori di attività della provincia salernitana emerge, in linea con il trend nazionale, un incremento significativo degli investimenti in tutte le aree.

 “Punto Impresa Digitale” (PID) – CCIAA SALERNO

Le imprese iscritte alla Camera di Commercio di Salerno che vogliono avviare, o hanno già avviato, un percorso innovativo in ottica 4.0 possono usufruire di SELFI4.0, un servizio messo a disposizione da PIDMed, Punto Impresa Digitale a vocazione mediterranea, promosso dalla Camera di Commercio di Salerno, in partnership con il programma Societing 4.0 dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e il supporto di UnionCamere.

Come Impresa vuoi capire qual è il tuo livello di digitalizzazione di partenza o capire a che punto sei? Compila il SELFI4.0 e misura la tua maturità digitale!

https://www.pidmed.eu/selfi40/

Il SELFI4.0 è un test di autovalutazione utile a rilevare, attraverso l’analisi dei processi interni, quanto un’impresa è digitale e la sua capacità di introdurre innovazioni organizzative per modificare, efficientandolo, il proprio modello di business. Si possono individuare le #tecnologie più idonee alla propria realtà e al proprio #business, o fornire (ove opportuno) servizi di orientamento personalizzati verso strutture tecnologiche più specializzate

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L’indagine Excelsior: i modelli organizzativi

L’improvviso lockdown e la crisi hanno imposto alle aziende anche investimenti in digital transformation anche per i modelli organizzativi.

Gli investimenti in modelli organizzativi aziendali così come individuati dal sistema informativo Excelsior sono:
• Adozione di sistemi di rilevazione continua e analisi, in tempo reale, delle “performance” di tutte le aree aziendali
• Adozione di sistemi gestionali evoluti con lo scopo di favorire l’integrazione e la collaborazione tra le diverse funzioni aziendali
• Adozione di una rete digitale integrata o potenzialmente integrabile con reti esterne di fornitori di prodotti/servizi (fornitori, servizi logistici e di assistenza)
• Adozione di una rete digitale integrata o potenzialmente integrabile con reti esterne di clienti business (B to B)
• Adozione di strumenti di lavoro agile (smart working, telelavoro, lavoro a domicilio)
• Potenziamento dell’area amministrativa/gestionale e giuridico/normativa a seguito della trasformazione digitale (sicurezza, normativa sul lavoro, normative sulla privacy, nuove procedure di gestione del personale e nuove modalità di lavoro)
• Adozione di nuove regole per sicurezza sanitaria per i lavoratori, uso di nuovi presidi, risk management.

La pandemia ha portato ad un’accelerazione della trasformazione in senso digitale dei modelli organizzativi aziendali, si pensi in primis al lavoro agile – smart working.
La necessità di operare in un’ottica di razionalità strumentale, ossia cercando la massimizzazione dell’efficacia e dell’efficienza dei fattori produttivi, in un momento di crisi ha portato le imprese italiane ad aumentare la quota di investimenti strategici in modelli organizzativi aziendali.
Si è verificata inoltre una maggiore attenzione per quanto riguarda l’adozione di nuove regole per sicurezza sanitaria per i lavoratori, uso di nuovo presidi e risk management, per cui la quota di imprese che ha investito strategicamente in questa innovazione è passata dal 28,6% del periodo pre-covid al 49,5% del 2020. <

Grande balzo in avanti anche dell’adozione di strumenti di lavoro agile passati dal 23,3% al 40,4% del 2020. Importanti anche la quota di investimenti del 2020 nel potenziamento dell’area amministrativa a seguito della trasformazione digitale (34,1%), l’adozione di sistemi gestionali evoluti con lo scopo di favorire l’integrazione e la collaborazione tra le diverse funzioni aziendali (35%), i sistemi di rilevazione continua delle “performance” di tutte le aree aziendali (33%) e infine l’adozione di una rete digitale integrata con reti esterne di fornitori (28%) e di clienti Business to Business(27,3%)

E gli investimenti nel nostro territorio?

Anche le imprese della regione Campania e della provincia di Salerno hanno reagito introducendo cambiamenti in ambito organizzativo ed investendo in diversi aspetti della trasformazione digitale.

“Punto Impresa Digitale” (PID) – CCIAA SALERNO

All’interno del Piano Nazionale Transizione 4.0 la Camera di Commercio di Salerno ha approvato il progetto “Punto Impresa Digitale” (PID) al fine di promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici. A tale scopo è stato siglato un protocollo di intesa con l’Università Federico II di Napoli, volto a prototipare un Punto Impresa Digitale coerente con le necessità dell’ecosistema socio-economico meridionale: PIDMed.

All’interno del Piano Nazionale Transizione 4.0 la Camera di Commercio di Salerno ha Nell’ambito di tali attività la Camera concede contributi alle imprese secondo le modalità indicate nel “Bando voucher digitali I4.0” nell’intento di:

− sviluppare la capacità di collaborazione tra MPMI e tra esse e soggetti altamente qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie I4.0, attraverso la realizzazione di progetti mirati all’introduzione di nuovi modelli di business 4.0 e modelli green oriented;

− promuovere l’utilizzo, da parte delle MPMI della circoscrizione territoriale camerale, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Transizione 4.0;

− favorire interventi di digitalizzazione ed automazione funzionali alla continuità operativa delle imprese durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 e alla ripartenza nella fase post-emergenziale.

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Scarica QUI l’indagine condotta dalla Camera di Commercio di Salerno

Per maggiori approfondimenti https://bit.ly/3maHer7   |  https://bit.ly/3pOg9fJ

L’indagine Excelsior: i modelli di Business

Gli investimenti in sviluppo di nuovi modelli di business da parte delle imprese nel 2020. La contrazione macroeconomica del 2020 ha costretto le imprese a reagire rimodulando i propri modelli di business secondo alcune direttive come l’uso più profittevole dei dati per analizzare i comportamenti dei clienti, analizzare i mercati e rispondere alle nuove abitudini di consumo online e non attraverso una maggiore personalizzazione e “automatizzazione” delle politiche commerciali.

Per quanto riguarda la quota di imprese, che hanno investito in maniera strategica in nuovi modelli di business, occorre segnalare che “utilizzo di Big data per analizzare i mercati” è passato dal 16,7% del 2015-2019 al 27,4% del 2020, l’analisi dei comportamenti e dei bisogni dei clienti per garantire la personalizzazione del prodotto-servizio offerto è passata dal 28,6% al 39,9% del 2020, l’incremento più alto si è avuto per gli investimenti strategici in Digital marketing passato dal 24,4% del pre-covid al 39,9%. A causa del lockdown si è incrementato l’utilizzo dei servizi digitali, tanto che in Italia la crescita si è dimostrata maggiore di quanto osservato in altri contesti internazionali, rende necessario focalizzare l’attenzione (nel prossimo post) sulle imprese che hanno investito in digital marketing.

E gli investimenti nel nostro territorio?

Anche le imprese della regione Campania e della provincia di Salerno hanno investito nello sviluppo di nuovi modelli di business rispetto al periodo pre-Covid19 (scarica l’indagine della Camera di Commercio da QUI )

 

All’interno del Piano Nazionale Transizione 4.0 la Camera di Commercio di Salerno ha approvato il progetto “Punto Impresa Digitale” (PID) al fine di promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici. A tale scopo è stato siglato un protocollo di intesa con l’Università Federico II di Napoli, volto a prototipare un Punto Impresa Digitale coerente con le necessità dell’ecosistema socio-economico meridionale: PIDMed.

La Camera a sostegno delle imprese ha attivato i seguenti bandi:

Bando PID anno 2021: contributi alle imprese per acquisto di beni, servizi, consulenza e formazione sulle tecnologie I4.0

Contributi alle MPMI salernitane per le iniziative di digitalizzazione, anche finalizzate ad approcci green oriented del tessuto produttivo.

Bando B2C eB2B per le PMI salernitane del turismo e altri settori

Contributi a fondo perduto alle micro, piccole e medie imprese salernitane nell’attivazione di sistemi di eCommerce verso  i consumatori finali (B2C) e verso altre imprese (B2B), attraverso la loro adesione a marketplace italiani, europei ed internazionali, per superare lo scoglio delle limitate dimensioni delle singole attività commerciali e senza la necessità di investimenti elevati.

Bando per la concessione di voucher alle imprese del settore turistico per la digitalizzazione

Contributi finalizzati a supportare interventi di digitalizzazione dei processi, informatizzazione, ammodernamento tecnologico per migliorare l’efficienza aziendale e l’organizzazione del lavoro della filiera turistica provinciale.

Per essere sempre aggiornati sulle iniziative e sui bandi:

https://www.sa.camcom.it/promozione/pid-punto-impresa-digitale

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L’indagine Excelsior: gli investimenti in tecnologia

Il 2020 è stato l’anno della pandemia e dell’accelerazione sulla trasformazione digitale.

Le direttrici del futuro dello sviluppo produttivo del Paese e la risposta alla crisi dovuta al Covid-19 passano dal digitale. Non solo per i contenuti del PNRR, ma anche per la risposta già messa in piedi autonomamente dal sistema produttivo nell’anno della pandemia.

Lo Smart Working ad esempio, che ha coinvolto più di 6 milioni e mezzo di lavoratori, è stato un potente attivatore del processo di trasformazione digitale del Paese, determinando un forte stimolo all’acquisizione di beni e tecnologie sia da parte delle imprese che dei cittadini.

L’indagine Excelsior ha censito gli investimenti in digital transformation nel 2020 e definisce tre ambiti di intervento:

  • la tecnologia
  • il modello organizzativo aziendale
  • lo sviluppo di nuovi modelli di business.

Il campo di osservazione dell’indagine considera nel complesso circa 1.430.100 imprese dell’industria e dei servizi, che hanno programmato, nel corso del 2020, 3.242.310 ingressi di personale nei diversi settori.

La risposta alla pandemia, in termini di trasformazione digitale, secondo i dati del Sistema informativo Excelsior, nel 2020 ha preso alcune direttrici:

  • è aumentato il numero di imprese che hanno investito in trasformazione digitale rispetto al periodo 2015-2019
  • all’interno dell’insieme delle imprese investitrici sono aumentate quelle che hanno effettuato investimenti strategici in tecnologie, organizzazione e modelli di business.

Nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, il 53,5% delle imprese ha dichiarato di avere investito in almeno uno degli ambiti della trasformazione digitale, mentre nel 2020 questa quota di investimenti sale al 65,2%.

Analizzando il dato per macrosettori di attività, il settore dell’industria passa dal 53,6% del periodo pre-covid al 66,8% del 2020, quello dei servizi dal 53,5% al 64,5% del 2020. Elevato anche il balzo del settore delle costruzioni passato dal 42,3% al 56,8%, le migliori performance nel settore public utilities che passa dall’80,2% all’88,4%

Cosa viene indicato nel Sistema Informativo Excelsior come tecnologia innovativa?

Gli investimenti in tecnologie innovative sono:

  • Strumenti software dell’impresa 4.0 per l’acquisizione e la gestione di dati a supporto delle decisioni, della progettazione e ingegnerizzazione dei prodotti/servizi, dell’analisi dei processi
  • Internet alta velocità, cloud, mobile, big data analytics
  • IoT (Internet delle cose), tecnologie di comunicazione machine-to-machine
  • Robotica avanzata (stampa 3D, robot collaborativi interconnessi e programmabili)
  • Sicurezza informatica
  • Realtà aumentata e virtuale a supporto dei processi produttivi.

Tra tutte le imprese che hanno investito, il 42,8% di queste dichiara di aver investito in maniera strategica in Internet alta velocità, cloud, mobile, big data analytics (quota al 33% nel periodo precedente), in sicurezza informatica il 41,2% in Strumenti software dell’impresa 4.0 per l’acquisizione e la gestione di dati 37,9%, IoT internet delle cose 28,9%, robotica avanzata 23,5% e realtà aumentata a supporto dei processi produttivi 24,4%

 

Figura – Investimenti effettuati dalle imprese in tecnologie per livello di importanza “molto” e “moltissimo” (quote % sulle imprese che hanno effettuato investimenti) – Fonte: Unioncamere – ANPAL Sistema Informativo Excelsior, 2020

E gli investimenti nel nostro territorio?

Anche le imprese della regione Campania e della provincia di Salerno hanno reagito introducendo cambiamenti in ambito organizzativo ed investendo in diversi aspetti della trasformazione digitale.

“Punto Impresa Digitale” (PID) – CCIAA SALERNO

All’interno del Piano Nazionale Transizione 4.0 la Camera di Commercio di Salerno ha approvato il progetto “Punto Impresa Digitale” (PID) al fine di promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di tutti i settori economici. A tale scopo è stato siglato un protocollo di intesa con l’Università Federico II di Napoli, volto a prototipare un Punto Impresa Digitale coerente con le necessità dell’ecosistema socio-economico meridionale: PIDMed.

Nell’ambito di tali attività la Camera concede contributi alle imprese secondo le modalità indicate nel “Bando voucher digitali I4.0” nell’intento di:

− sviluppare la capacità di collaborazione tra MPMI e tra esse e soggetti altamente qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie I4.0, attraverso la realizzazione di progetti mirati all’introduzione di nuovi modelli di business 4.0 e modelli green oriented;

− promuovere l’utilizzo, da parte delle MPMI della circoscrizione territoriale camerale, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Transizione 4.0;

− favorire interventi di digitalizzazione ed automazione funzionali alla continuità operativa delle imprese durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 e alla ripartenza nella fase post-emergenziale.

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Scarica il l’indagine realizzata dalla Camera di Commercio di Salerno

INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA CCIA SALERNO_compressed

Per maggiori approfondimenti https://bit.ly/3maHer7 | https://bit.ly/3pOg9fJ

L’indagine Excelsior: quali sono le competenze digitali e green richieste dalle imprese?

Il 2020 è stato segnato dalla crisi emergenziale legata al Covid-19. Come rilavato dall’indagine Sistema Informativo Excelsior siamo difronte ad una una delle più pesanti crisi affrontate dalle imprese italiane dal dopoguerra ad oggi.

L’impatto sulle imprese è stato devastante per tutti i settori fortemente gravati dal blocco totale. Ma quali sono le reali prospettive di ripresa per le imprese nel periodo post-pandemico?

Dall’indagine emerge che solo le imprese che negli anni hanno investito in trasferimento tecnologico e trasformazione digitale, investendo al contempo nella formazione ed aggiornamento di personale qualificato,  hanno dimostrato di poter essere competitive e superare la crisi.

Vi è quindi la necessità urgente per le imprese di fare innovazione anzitutto nei processi aziendali, attraverso investimenti in tecnologie digitali ed in skills professionali adeguati e trasversali, ridefinendo anche la propria policy del lavoro.

Unioncamere e ANPAL, con indagini mensili offrono un monitoraggio delle previsioni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi sia a livello nazionale che territoriale.

Di estrema utilità in tal senso risultano le indicazioni fornite dal “Sistema Informativo Excelsior“, che ha ricostruito il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, per facilitare le scelte di programmazione della formazione, dell’orientamento e delle politiche del lavoro.

Consultando le pubblicazioni dei bollettini Excelsior emerge con urgenza la richiesta delle imprese e di  competenze digitali e green per i lavoratori del prossimo futuro, e di percorsi di studio e formazione mirati rivolti a studenti e giovani.

La Camera di Commercio di Salerno ha condotto un’analisi statistica sulle aziende salernitane analizzando lo status di  trasformazione digitale, le competenze richieste ed il digital skill set ricercato dalle imprese, la difficoltà di reperimento dei profili professionali e la necessità di una formazione che possa intervenire per colmare il mismatch territoriale nella domanda-offerta.

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