Notizie della settimana 8-14 aprile

Run baby run: il mondo corre veloce e le Pmi devono iniziare, almeno, a scegliere gli scarpini. Nel corso della settimana a Milano è stato organizzato il primo «IA Forum», dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza artificiale (AIxIA). Le aziende italiane hanno una conoscenza ancora poco precisa e immatura di cosa sia l’IA e limitata ad alcuni ambiti (lo dice una ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano): solo il 12% ha portato a termine almeno un progetto di IA e la maggior parte riguarda assistenti virtuali o chatbot. Gli ambiti di applicazione imprenditoriale dell’IA sono legati ai servizi e ai settori medico, assicurativo e finanziario. Attenzione: già quattro anni fa il 60% degli operatori di Borsa erano macchine!

AI o non AI le imprese chiedono progressivamente sempre più specializzazione: dalla gestione dati alle nuove tecnologie, passando per le competenze tecniche e le soft skill.  La richiesta di alzare il tiro è rivolta non solo all’accademia ma ancora prima agli Istituti tecnici superiori.

Ci sono prove che dimostrano la capacità innovativa di molte Pmi come, per esempio, la crescita esponenziale della loro presenza su Amazone: nel 2018 hanno raggiunto quota 12mila (erano 10mila l’anno prima). Con un aumento del giro d’affari di questo nuovo canale dell’export ancora non molto battuto dalle nostre imprese – spesso ancora restie ad affacciarsi al mondo dell’e-commerce.  Le 12mila Pmi italiane presenti nella piattaforma del’e-commerce sono in prevalenza del Nord dove ci sono il 42% delle imprese che vendono su Amazon, seguite dal Sud e dalla Isole (35%) e dal Centro (23%). E va segnalato che oltre il 50% delle Pmi oltre a sfruttare la visibilità della vetrina Amazon impiega anche i servizi di logistica del colosso dell’e-commerce che ha fatto della sua capacità di spedire la merce in tempi brevi e fino agli angoli più sperduti del pianeta il suo punto di forza. E così queste imprese evitano tutti quei fattori critici (come le guerre in corso, la minaccia terroristica o, in molte zone, il rischio sanitario, insieme a quello metereologico) che riduce l’export e il contatto con mercati di altri paesi.

Ed ora veniamo a noi. In settimana è stata raccontata una storia che ci riguarda da vicino cioè: la storia del quartiere nel quale anche noi di PIDMed svolgiamo la nostra attività. Il giornale parla di un quartiere con due anime: quella in cui resiste il malaffare e quella del futuro. Qualche giorno fa, infatti, un brutto regolamento di conti è stato chiuso con una sparatoria davanti alla scuola, proprio in questo quartiere dove è stato deciso di collocare il Polo tecnologico della Università Federico II di Napoli, la Apple Academy, la fabbrica del Teatro San Carlo, Laboratori hi-tech e di arte, oltre a realizzare piani di riqualificazione con colossi della consulenza che fanno rivivere le fabbriche dismesse. Ed ora le persone chiedono l’esercito davanti alla scuola.

Ebbene questo fatto per noi è l’occasione per ricordare a tutti un concetto per noi fondativo: non c’è innovazione tecnologica se non c’è insieme innovazione sociale.

Che cosa ne pensano i piccoli, medi e grandi player economici che vivono quotidianamente in questa città, in questo quartiere? Cosa hanno intenzione di restituire al quartiere e alle persone che lì sono nate e che ci vivono da sempre? Noi ci stiamo facendo queste domande e ci stiamo lavorando, e voi?

Di seguito gli articoli scaricabili:

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