“Il piano Industria 4.0 sembra arrivato a un bivio. Può diventare una pratica di successo, un processo culturale radicato tra le imprese che digitalizzano l’attività produttiva. Oppure può perdersi come un’esperienza effimera, non alimentata con la stessa dovizia dei primi tempi”. Questo è un ottimo incipit che fa capire le ragioni per le quali anche la scorsa settimana i rappresentanti delle varie categorie, e le imprese che appartengono a settori-chiave come la meccatronica -oggi #ManifatturaDigitale- abbiano continuato a chiedere a gran voce al Governo di non arretrare sul Piano nazionale Industria 4.0.

Secondo l’annuale rapporto dell’istituto ICom il piano lanciato nel 2016 qualche risultato lo ha dato: l’Italia è passata dalla 17esima posizione del 2017 alla 15esima. Un piccolo passo avanti, che ci allinea alla media Ue (a 28), ma non sufficiente a ribaltare un ritardo di fondo attestato dal fatto che ben 14 sistemi economici risultano ancora più attrezzati del nostro. Hanno alzato la voce anche i “piccoli” di Confartigianato, che rappresentano il 65% degli addetti delle imprese nazionali, chiedendo di confermare tutte le misure 4.0 compresa l’alternanza scuola-lavoro perché a loro manca personale specializzato e l’esperienza dell’alternanza ha dato buoni frutti.

Nel frattempo Microsoft sta investendo nel nostro Paese per valorizza casi virtuosi nei settori dell’hi-tech e per avviare un percorso importante di sviluppo delle competenze. In tutto sono stati investiti 3 miliardi in soluzioni digitali nel corso del 2018.

Varie sono le ricerche che indicano una crescita potenziale delle imprese italiane grazie alla #TrasformazioneDigitale. Negli articoli raccolti questa settimana sono indicate alcune ricerche che evidenziano vari dati. Gli osservatori Digital transformation academy e Startup intelligence della School of Management del Politecnico di Milano hanno realizzato un’indagine, condotta in collaborazione con PoliHub (basata sulle risposte di 250 tra chief innovation officer e chief information officer e 45 interviste dirette), che hanno permesso di fotografare gli scenari che caratterizzano l’innovazione digitale nelle imprese italiane. Altra analisi citata è quella di Accenture sul manifatturiero che indica la necessità di creare l’impresa in versione #QuartaRivoluzioneIndustriale sostenendo che il digital manufacturing —cioè il tornio collegato al server — è solo uno degli step per raggiungere il vero obiettivo finale che è la #FabbricaIntelligente. Si intende quel contesto produttivo che sarà in grado di estrarre valore dalla collaborazione fra le macchine — l’hi-tech — e l’uomo — il problem solving delle tute blu e la creatività visionaria dei colletti bianchi a cui si dovrà aggiungere una nuova figura intermedia di raccordo, una specie di colletto blu. Chissà se Microsoft e le altre Big Tech che stanno investendo nel nostro Paese ci hanno già pensato… #staytuned.

Di seguito i link agli articoli:

dalla salute alle auto le sfide digital

formazione 4.0 platea confusa

industria 4.0 la spinta arriva alle Pmi

innovazione digitale avanti tutta

italia a passo troppo lento sulla strada dell_industria 4.0

l_incognita del 2019 dopo un anno record per i robot italiani

l_ira degli artigiani

la fabbrica intelligente si fa mixando le tecnologie

lo stato delle imprese

meccanica hi tech l_appello dei big

Napoli capitale dei talenti Smau apre alle start up

piano 4.0 la spinta della nuvola