Notizie della settimana 18 – 24 giugno

La nouvelle vague dell’impresa è l’attenzione alla dimensione ambientale e sociale. Non si tratta però soltanto di una moda ma di una profonda necessità per consentire un cambio di passo al nostro sistema socio-economico. Come sollecita Aldo Bonomi, prendendo spunto dal libro “L’impresa riformista” di Antonio Calabrò: dato che l’impresa è una delle ultime istituzioni rimaste, ha il dovere di essere non solo una macchina per fare profitti. E’ la figura dell’impresa riformista, un attore-chiave della società, motore di un ripensamento dello sviluppo. Come ci ricorda Bonomi: l’impresa è “una cellula di comunità per fare società” come diceva Adriano Olivetti.

Bonomi recupera dal baule delle cose antiche una bella espressione: “occorre ripensare a un nuovo umanesimo industriale”.

La questione chiave riguarda la necessità di reintrodurre nella cultura dell’impresa il tema della ridistribuzione collettiva “di senso e di reddito”, dice Bonomi, oltre che dei vantaggi che potenzialmente le macchine e l’intelligenza artificiale potranno produrre per l’umanità.

Anche in Italia dobbiamo estendere la nostra cultura d’impresa al campo della sostenibilità ambientale, sociale, demografica, del welfare… .

Questa riflessione si avvicina profondamente al concetto di Societing 4.0 e all’idea di modello mediterraneo che, anche attraverso PidMed, stiamo cercando di rendere realtà.

Ma il sistema delle imprese, le più grandi insieme alle più piccole, è pronto per un salto nel futuro, non attraverso le macchine ma attraverso lo sviluppo di un nuovo umanesimo industriale? E la politica, locale e nazionale?

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