Riusciranno i nostri eroi…? Momento critico per le Pmi italiane, testimoniato dalle continue perplessità delle parti sociali, sindacati e associazioni di categoria, oltre che da un’inchiesta intitolata “La solitudine dell’impresa”.

Dalla segreteria Cisl si punta il dito sulla riduzione degli occupati e sulla difficoltà delle imprese in mancanza del sostegno alla formazione professionale e in seguito al taglio alle infrastrutture. La preoccupazione è stata ribadita al forum della Piccola Industria che si è tenuto in settimana, sottolineando la necessità per le imprese di formazione, di competenze manageriali e di nuovi modelli di business.

In seguito alle tante voci che si sono levate, il Governo nelle correzioni alla manovra sta pensando di inserire il segnale di un maggiore impegno per lo sviluppo. Si pensa a un parziale rafforzamento del piano Impresa 4.0 ed a un taglio del cuneo fiscale agendo sulla riduzione delle tariffe Inail. Mentre per il Mezzogiorno ci sarebbe l’ipotesi di una versione rafforzata dei finanziamenti della Nuova Sabatini. Inoltre fra il 22 e il 29 gennaio sarà possibile inviare le domande per due importanti bandi finanziati con il Pon «Imprese e Competitività». Il primo riguarda le aree tecnologiche «Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita». Le somme disponibili per il primo bando ammontano a 562,7 milioni di euro. Il secondo, invece, è il bando «Macchinari Innovativi», dedicato ai programmi di investimento di transizione del settore manifatturiero verso la Fabbrica Intelligente e sono disponibili oltre 340 milioni di euro.

Uno dei comparti che, nonostante tutto, sta trainando il Paese è quello della meccanica. Nel 2018 anche le startup mostrano una realtà che sta crescendo riuscendo ad attrarre 229 milioni di investimenti dall’estero (il 73% dagli Stati Uniti) e 215 milioni da operatori come i fondi di venture capital -indipendenti, aziendali o governativi – oppure da finanziarie regionali. Anche il mercato accelera, con operazioni più numerose e di maggior valore.

È proprio da Federmeccanica che arriva una richiesta forte sul tema dell’alternanza scuola-lavoro attraverso la petizione “Più Alternanza. Più Formazione” promossa attraverso Chance.org per sollecitare una correzione di rotta della manovra di Governo che ha più che dimezzato il numero di ore e le risorse disponibili. La petizione nella prima giornata ha avuto oltre 1.500 adesioni. La cifra dell’alternanza scuola-lavoro, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, è il trasferimento delle competenze dalla realtà produttiva agli studenti. Un processo impegnativo per le imprese ma indispensabile per completare la formazione tra i banchi: i ragazzi entrano nei laboratori, conoscono gli impianti, apprendono soft skills, dunque le 400 ore obbligatorie on the job introdotte, nel 2015, dalla legge 107, nell’ultimo triennio delle superiori, appaiono necessarie. La loro riduzione, prevista in manovra, ad almeno 180 ore nei professionali, 150 ore nei tecnici, viene considerato un passo indietro che rischia di trasformare l’alternanza in una gita in azienda.

Per favorire l’ingresso in azienda di nuove competenze il gruppo Feralpi ha di recente lanciato un’iniziativa rivolta a giovani laureati, cercando quelli con l’«x factor». Feralpi è uno dei principali player siderurgici italiani ed europei, con una produzione di 2, 5 milioni di tonnellate di acciaio, 1.500 occupati e un fatturato di 1,2 miliardi di euro, realizzato vendendo soprattutto acciai destinati all’edilizia. Due team di 12 ingegneri si sfideranno su progetti trasversali, in collaborazione con l’Università di Brescia, e il team che proporrà le idee più interessanti sarà assunto.

Ecco di seguito i link agli articoli: