Settimana del 14-20 ottobre 2019

 

Secondo i dati proposti dalla Fondazione Symbola l’Italia sarebbe tra le prime economie verdi del mondo, con performance eccellenti in tutte le quattro principali problematiche: emissioni atmosferiche, utilizzo di materie prime, consumi energetici e produzione di rifiuti.

E pare che ci siano buoni venti per le imprese italiane: “dall’abbigliamento all’arredo, dalla meccanica all’alimentare, il grande valore immateriale dei nostri prodotti può essere arricchito con la componente del loro migliore impatto ambientale; si troverà così perfettamente allineato con la sensibilità e gli orientamenti che sempre più prevarranno nei consumatori in tutto il mondo”.

Vuoi vedere che se uniamo qualche puntino, senza fare rivoluzioni (di cui per altro non siamo capaci), arrivano risultati interessanti per tutti? Da un’altra ricerca, infatti, emergono ulteriori informazioni utili a immaginare buone occasione di miglioramento e sviluppo. Si tratta di un Rapporto redatto dalla Fondazione per la sussidiarietà ha dal titolo «Sussidiarietà e …Pmi per lo sviluppo sostenibile». Da questa ricerca emerge che nelle piccole e medie imprese c’è uno stretto legame con il territorio, con un ruolo determinate nei processi che portano lo stesso a diventare “sistema territoriale” competitivo anche attraverso l’apertura internazionale. C’è la caratteristica profonda del senso del lavoro e del rischio di impresa; c’è l’apporto ai processi innovativi e formativi, soprattutto delle start up; la capacità di collaborare a fare rete; l’implicazione in dinamiche sociali; il contributo offerto alla democrazia (non solo economica). Sono tutti segni del Dna delle Pmi, naturalmente rivolto alla sostenibilità. Il termine sostenibilità contiene un’ampia varietà di temi che riguardano ambiti economici, sociali, istituzionali, ambientali.

Non ultimo, Confindustria si è dotata di un decalogo sulla responsabilità sociale d’impresa che, come ha scritto Vincenzo Boccia (il Presidente di Confindustria): diventa l’essenza stessa del fare impresa: che o è responsabile e sostenibile o semplicemente non è.  

La cosa interessante è che non solo si rilancia il tema dell’ambiente ma si ri-focalizza l’attenzione anche sul tema del lavoro quindi sulle persone. Confindustria ha anche firmato (“con convinzione” dice il Presidente) il “Manifesto per Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica” lanciato da Symbola, che –come ha scritto Boccia – “si muove in coerenza con l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, rilanciata da padre Enzo Fortunato in un percorso che parte da e arriva ad Assisi”.

 

Di seguito gli articoli scaricabili:

Ma non è che alla fine siamo meglio di quello che pensiamo di essere?

Cultura_e_creatività_L’impresa_che_cresce

Impresa_4.0,_credito_di_imposta_fino_al_40%

L’economia_degli_agrumi_locali,_Savona_scommette_sul_chinotto

L’Italia_ce_la_può_fare_alla_grande_Nel_turismo_dobbiamo_essere_primi

Lavoro__le_misure

PIÙ_CRESCITA_CON_MISURE_AD_HOC_DESTINATE_ALL’ECONOMIA_CIRCOLARE

Plastic_tax,_si_parte_da_1_miliardo

Resto_al_Sud._E_in_Centro_Italia

Sgravi_e_investimenti_il_tesoro_per_il_Sud

 Sud,_bonus_ricerca_e_4.0_più_alti

 Sui_sensori_la_fabbrica_corre_in_millisecondi

 Turismo_e_alimentare_ricetta_per_lo_sviluppo

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *