Weekly Digital Radar #6: cybersecurity, decreto turismo e fondi europei per le PMI

La trasformazione digitale delle piccole e medie imprese si gioca sempre più su due fronti paralleli: da un lato la gestione dei rischi, sempre più concreti e costosi, dall’altro la capacità di intercettare le opportunità che istituzioni nazionali ed europee continuano a mettere sul tavolo.

In questa edizione del Weekly Digital Radar, tre segnali degli ultimi dieci giorni che ogni impresa del settore turistico e produttivo dovrebbe conoscere.

Il 2025 è l’anno peggiore di sempre per la cybersecurity. E l’Italia è nel mirino

Il Rapporto Clusit 2026, presentato il 17 marzo al Security Summit di Milano, fotografa uno scenario che non lascia spazio all’ottimismo: nel 2025 gli attacchi informatici gravi rilevati a livello mondiale hanno raggiunto quota 5.265, con un aumento del +49% rispetto all’anno precedente. È il record assoluto dall’inizio delle rilevazioni, avvenuta nel 2011.

L’Italia non è uno spettatore esterno di questo fenomeno. Con 507 incidenti gravi e una crescita del +42%, il nostro Paese subisce quasi 1 attacco su 10 a livello mondiale, una quota sproporzionata rispetto al peso economico e demografico del Paese. Tra i settori più colpiti a livello globale spicca il manifatturiero, con un incremento del +79% degli incidenti, un dato che riguarda direttamente il tessuto produttivo italiano.

Il Rapporto introduce per la prima volta la categoria di severità “Extreme”, per classificare gli incidenti con impatto catastrofico: 142 casi censiti, che hanno causato interruzioni totali di servizi e danni sistemici a intere filiere.

Il nodo strutturale resta quello degli investimenti: l’Italia destina alla cybersecurity lo 0,13-0,14% del PIL, contro una media G7 di circa lo 0,3%. Per le PMI questo si traduce in una vulnerabilità concreta: anche poche ore di fermo dei sistemi informativi possono tradursi in perdite economiche significative, con costi stimati tra i 5.000 e i 15.000 euro l’ora nel manifatturiero.

La cybersecurity non è più una voce di costo accessoria. È una variabile di business con cui convivere ogni giorno, esattamente come la produzione e la logistica.

Il Ministero del Turismo sblocca 109 milioni per digitalizzazione e sostenibilità

Il 16 marzo il Ministero del Turismo ha firmato il decreto attuativo che rende operative le agevolazioni previste dalla Legge di Bilancio 2026 per le imprese del settore ricettivo e turistico. La misura, che sarà gestita da Invitalia, mette a disposizione 109 milioni di euro con un duplice obiettivo: sostenere la transizione digitale e promuovere la sostenibilità e la destagionalizzazione dei flussi.

Possono accedere alle agevolazioni le imprese con codici ATECO del settore ricettivo ( alberghi, B&B, affittacamere, ostelli, rifugi ) e quelle che dimostrino con scritture contabili di realizzare prevalentemente ricavi da attività turistiche da almeno tre anni.

Tra le spese ammissibili rientrano:

  • software, licenze, brevetti e know-how legati alla digitalizzazione
  • sistemi di automazione e gestione intelligente degli edifici
  • connettività a banda larga e infrastrutture per dati
  • interventi di efficientamento energetico e fonti rinnovabili
  • riqualificazione di strutture per wellness, congressi e accessibilità

Le agevolazioni si articolano in un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 4,5 milioni di euro, e un finanziamento agevolato fino al 70% dell’investimento. Per le sole PMI è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto fino al 4% dell’importo ammissibile per le spese di consulenza connesse al progetto.

Gli investimenti devono essere compresi tra 1 e 15 milioni di euro, avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione, comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Le domande non sono ancora presentabili: bisogna attendere la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale e il successivo Avviso pubblico ministeriale. Il momento giusto per prepararsi è adesso.

La Commissione Europea apre un bando da 6,9 milioni per le PMI del turismo

L’Unione Europea rafforza il proprio impegno verso la competitività delle imprese turistiche con il bando “Supporting Sustainable Competitiveness in Tourism” (SMP-COSME-2026-TOURSME-01), pubblicato nell’ambito del Single Market Programme. La dotazione complessiva è di 6.900.000 euro e la scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 20 maggio 2026.

Il bando si inserisce nel solco del Transition Pathway for Tourism, il percorso europeo che guida la trasformazione del settore verso un modello più sostenibile, digitale e inclusivo. Tra le attività finanziabili rientrano lo sviluppo di strumenti digitali, la formazione professionale degli operatori, la creazione di reti collaborative tra imprese e territori e la sperimentazione di nuovi modelli di business.

Un aspetto rilevante riguarda i soggetti ammissibili: il bando non si rivolge direttamente alle singole imprese, ma a organizzazioni in grado di supportarle (cluster, enti di ricerca, organismi di gestione delle destinazioni e strutture di supporto alle PMI). Saranno questi soggetti a sviluppare programmi dedicati, offrendo alle imprese formazione, mentoring, networking e accesso agli ecosistemi dell’innovazione.

Per gli operatori del turismo, in particolare quelli del Mezzogiorno e delle aree mediterranee, si tratta di un’occasione concreta per accedere a risorse europee e accelerare il cambiamento. Ad aprile sarà organizzato un webinar informativo online per conoscere le modalità di candidatura.

Tre segnali, una direzione

I segnali di questa settimana convergono su un punto che le PMI del turismo non possono ignorare: il digitale non è più solo un’opportunità di crescita, ma anche una responsabilità di protezione.

Investire in sicurezza informatica, cogliere le agevolazioni disponibili e costruire reti con altri operatori e istituzioni sono le tre mosse che distinguono le imprese che governano il cambiamento da quelle che lo subiscono.

PIDMed supporta le PMI del territorio nell’orientamento verso queste opportunità: dall’assessment della maturità digitale, all’accompagnamento verso i bandi, fino alla formazione sulle tecnologie abilitanti.

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