C’è un settore in cui la resistenza al digitale è stata a lungo considerata una forma di rispetto per il prodotto. Il mercato dell’arte ha fatto della fisicità, dell’esclusività e dell’intermediazione tradizionale i propri pilastri identitari. KaboomArt, marchio e piattaforma di Dialectika S.r.l. fondata a Salerno da Giuseppe Vassallo, ha scelto una direzione diversa: fare del digitale non un canale aggiuntivo, ma l’architettura stessa del modello di impresa.
Una galleria d’arte online e un e-marketplace curatoriale che seleziona artisti viventi, spesso emergenti, valorizza le opere attraverso contenuti digitali di alta qualità e intermedia la vendita online offrendo infrastruttura tecnologica e servizi di supporto. Al centro di tutto, il paradigma phygital: l’opera resta fisica e materiale, ma il digitale diventa la sua principale porta di accesso, scoperta e relazione.
Abbiamo già raccontato su queste pagine il percorso di KaboomArt con PIDMed. La loro è anche una delle sei storie raccolte in “Fare Digitale”, la guida gratuita di PIDMed per la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese del territorio e vale la pena approfondirla da questa prospettiva.
Il percorso con PIDMed
KaboomArt si presentava al percorso con PIDMed con una caratteristica distintiva rispetto alle altre realtà incontrate: il digitale non era un obiettivo da raggiungere, ma il terreno su cui l’impresa era già nata e si era strutturata. La sfida, di conseguenza, non riguardava l’adozione di strumenti tecnologici, ma la loro ottimizzazione e integrazione in un sistema coerente, capace di sostenere la crescita senza perdere la qualità curatoriale che distingue il progetto.
Il supporto di PIDMed e della Camera di Commercio di Salerno ha accompagnato KaboomArt nell’analisi della propria maturità digitale, nella lettura sistemica dei processi e nell’identificazione delle aree di sviluppo prioritarie, dalla gestione della relazione con gli artisti alla strutturazione dell’offerta verso acquirenti e istituzioni culturali.
In un mercato attraversato da cambiamenti profondi – crescita dell’interesse verso l’arte autentica, aumento della domanda internazionale di opere uniche, affermazione dell’e-commerce come canale centrale per il rapporto diretto con il cliente – la capacità di integrare cura curatoriale e infrastruttura tecnologica rappresenta per KaboomArt il principale fattore di competitività.
Il filo teorico: dall’automazione alla collaborazione
La storia di KaboomArt si intreccia con il contributo conclusivo di “Fare Digitale”: quello di Luigi Ferrara, consulente freelance con quasi quindici anni di esperienza tra ruoli operativi e strategici, collaboratore di aziende, professionisti e agenzie nell’orientamento alla comunicazione digitale e coautore dell’edizione italiana di best seller come Business Model You e Digital You.
Ferrara parte da un’osservazione che riguarda tutti, imprese e professionisti: l’intelligenza artificiale ha superato la soglia del laboratorio per integrarsi nelle routine quotidiane. Non si tratta di fantascienza, ma di strumenti concreti che ridefiniscono produttività, servizi e competenze richieste dal mercato. Comprenderlo non è più opzionale, è strategico.
Il punto critico, spiega Ferrara, non risiede nella tecnologia in sé, ma nel divario tra chi sa sfruttarne il potenziale e chi rimane escluso. Emerge una nuova forma di alfabetizzazione: non più digitale generica, ma specifica per l’applicazione dell’intelligenza artificiale. E la buona notizia per le imprese è che non è più necessario essere tecnici per usarla efficacemente, basta saper articolare le proprie esigenze con chiarezza e fornire il giusto contesto. La competenza che serve è quella di chi sa dirigere l’IA, non di chi la programma.
Per KaboomArt, che opera in un settore in cui la qualità della narrazione e la capacità di costruire relazioni autentiche sono decisive, questa prospettiva è particolarmente rilevante. L’intelligenza artificiale come amplificatore dell’intelligenza umana – non come suo sostituto – può rafforzare la cura curatoriale, personalizzare l’esperienza dell’acquirente e liberare risorse da dedicare alla creatività e alla relazione.
Cosa viene dopo
La traiettoria di KaboomArt guarda verso una convergenza sempre più profonda tra esperienza fisica e digitale. L’evoluzione del modello phygital può includere esperienze immersive di fruizione delle opere (realtà aumentata applicata alla visualizzazione in contesto, tour virtuali delle mostre, ambienti digitali tridimensionali). Sul fronte della relazione con gli artisti, strumenti di intelligenza artificiale per l’analisi del mercato e la previsione delle tendenze possono supportare le scelte curatoriali. E la tracciabilità delle opere attraverso blockchain può offrire garanzie di autenticità e provenienza, aprendo KaboomArt a mercati internazionali più strutturati.
Un percorso che trasforma una galleria d’arte online in qualcosa di più: una piattaforma culturale che usa il digitale per rendere l’arte accessibile senza renderla banale.
Leggi la storia completa
La case history di KaboomArt e il contributo di Luigi Ferrara sono raccontati per intero in “Fare Digitale”, la guida gratuita di PIDMed per la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese.
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