Al centro della settimana ancora i commenti e le considerazioni sulla Manovra del Governo soprattutto per quanto riguarda Impresa 4.0 e la spinta alle PMI sul fronte dell’innovazione.

I dati Istat hanno mostrato una flessione della produzione nel mese di settembre e il rischio che si intravede all’orizzonte, negli scenari più cupi, è quello della recessione. Si invoca una vera innovazione che vada al di là della retorica e faccia muovere l’Italia che, invece, sembra attendere i risultati futuri senza progettare il presente. In questo contesto l’impianto per l’impresa 4.0 – uno dei pochi territori di incontro tra un governo degli ultimi anni e la Confindustria – è stato largamente depotenziato. Su questo concordano sia Robiglio (Confindustria Pmi) che Boccia (Confindustria), il quale in settimana ha presentato al Senato una serie di proposte per rispondere alla «prima grande sfida che è il lavoro».

Cresce, infatti, il gap digitale delle imprese e per formare e supportare i giovani talenti stanno intervenendo le grande società. Vodafone propone il programma «What will you be» che vuole supportare 100mila ragazzi in 5 anni. E Manpower group ha lanciato al Kilometro rosso di Bergamo l’Experis Academy con l’ambizione di diventare uno dei poli mondiali della formazione sulla guida autonoma.
Per aprirsi ai giovani anche le Pmi si sono riunite organizzando il Pmi Day: per 42mila giovani si sono aperte le porte in 1.100 imprese.

Ma le indicazioni che arrivano da più fronti, soprattutto al Governo, sono di supportare gli investimenti in
ricerca e sviluppo affinché passino dall’attuale 1,3% del Pil (vale a dire 22 miliardi l’anno) a una percentuale più vicina al 2,9 della Germania. Per altro proprio la Germania, che è stato il pioniere europeo di Industria 4.0, cerca ora di recuperare il ritardo accumulato nei confronti dell’intelligenza artificiale con un Piano Nazionale dedicato. L’investimento è di 3 miliardi di euro nei prossimi 6 anni.

I Millenials sono stati al centro del Forum Wpp/The European House-Ambrosetti Millenials in quanto prima generazione di consumatori che ha accesso diretto e gratuito a servizi e informazioni. Possono avere tutto a casa a costi bassi e usando solo uno smartphone. E questo cambia il volto delle città, dai cui centri storici spariscono negozi di molti settori. Cambia il rapporto con le marche, che ora realizzano prodotti sempre più personalizzati. Cambia il modo di divertirsi, moltiplicando le scelte e le modalità di fruizione.

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