Digitale e green economy: le leve per accelerare la ripresa

“Il digitale deve essere al centro della strategia di rilancio”. Lo dice forte e chiaro l’associazione di Confindustria che riunisce le imprese dell’Ict.

Indicazione rilanciata nel corso della sesta edizione della Mediobanca Ceo Conference da 60 chief executive officer di società italiane quotate in Borsa che si sono confrontati con oltre 100 investitori istituzionali italiani ed esteri.

Nelle due giornate di confronto i manager del sistema industriale e di quello bancario-finanziario hanno messo in evidenza la necessità di accelerare la ripresa basandosi su: digitale e green economy.

L’hanno chiamato #GreenKeynesianApproach e hanno espressamente chiesto al Governo di accompagnare questa rinascita attraverso la semplificazione dei processi di autorizzazione relativi agli investimenti per fare in modo che i nuovi capitali possano essere messi rapidamente al lavoro. Questo per contribuire a chiudere il divario infrastrutturale del Paese e aumentarne la competitività.

Imprese e finanza, dunque, si sono allineate con il Governo e con le idee di sviluppo dell’Europa. Cosa manca ancora?

Sulle semplificazioni delle procedure amministrative è intervenuto Franco Bassanini, uno dei padri delle semplificazioni, ad esortare l’approvazione di norme forti, anche in via sperimentarle. “E poi”, ha detto, “bisogna passare dalla cultura del sospetto alla cultura della fiducia” e in questo ha individuato alcune tecnologie (per esempio la blockchain) come alleate possibili.

Mentre Marco Gay, presidente Anitec-Assinform, ha sottolineato la necessità di formare competenze Ict avanzate. Per il triennio 2019-2021, ha detto Gay, è stata stimata una carenza di almeno 11.500 laureati: il 28% del fabbisogno complessivo. La spinta alla digitalizzazione richiede nuove competenze e profili altamente specialistici in ambiti di punta quali intelligenza artificiale, big data, blockchain, cloud computing, IoT, robotica. Per questo, ha sottolineato Gay, serve un approccio strategico condiviso tra Industria Ict e ministeri dell’Università e Mise per rimettere la ricerca e l’innovazione al centro di una politica industriale.

Il deficit di #fiducia e #formazione riporta la sfida dello sviluppo economico sul piano sociale. Saremo all’altezza di questa sfida?

Lo staff di PIDMed

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