La difficoltà di reperimento è uno degli effetti del mismatch domanda e offerta di lavoro, ossia quel fenomeno per cui le imprese hanno difficoltà a trovare i profili di cui necessitano. Questa problematica nel 2020 ha riguardato quasi una figura su tre (29,7%) sul totale delle entrate programmate in Italia, il 26% nella regione Campania ed il 23% nella provincia salernitana.

Conoscere la fenomenologia della difficoltà di reperimento è utile per mettere in piedi tutte quelle azioni utili alla riduzione del mismatch della domanda offerta di lavoro.

Le difficoltà straordinarie delle contingenze del 2020 e la complessità del contesto competitivo in cui le imprese operano si è tradotta nella ricerca di profili professionali con un mix complesso di competenze, da cui deriva la difficoltà di reperimento. Si ripropone quindi il fondamentale tema dell’orientamento e dei relativi servizi di supporto, tra cui un’ampia informazione sui potenziali sbocchi lavorativi al momento di scegliere il percorso di formazione da intraprendere. I fabbisogni professionali di competenze digitali richiedono anche il possesso di determinati titoli e percorsi di studio, per questo è opportuno comprendere anche la difficoltà di reperimento di risorse in base alle competenze. Tra gli indirizzi di studio per cui le imprese dichiarano una difficoltà di reperimento più alta, insieme a quelli direttamente legati alle diverse competenze per il digitale, si nota la presenza di indirizzi universitari come: ingegneria elettronica e dell’informazione, indirizzo scienze matematiche fisiche e informatiche, indirizzo psicologico e l’indirizzo di ingegneria industriale.

Per quanto concerne il livello legato agli ITS, gli indirizzi più difficili da reperire sono: Nuove tecnologie per il made in Italy – sistema casa, Nuove tecnologie per il made in Italy – meccanica e l’indirizzo relativo alle Nuove tecnologie per il made in Italy – moda, Tecnologie della informazione e della comunicazione ed Efficienza energetica.

Per quanto riguarda il livello secondario invece gli indirizzi più richiesti per le competenze digitali sono indirizzo meccanica, meccatronica ed energia, indirizzo produzione e manutenzione industriale e artigianale, indirizzo produzione e manutenzione industriale e artigianale e indirizzo sistema moda.

A livello dei diplomi professionali e di qualifica professionale gli indirizzi con maggiore difficoltà di reperimento sono impianti termoidraulici, meccanico, elettronico, grafico e cartotecnico, agricolo e benessere.

E nel nostro territorio?

Di seguito analizziamo le competenze digitali richieste dalle imprese ai profili in entrata rispetto ai principali indirizzi di studio sia a livello nazionale, regionale e territoriale.

Nella provincia salernitana la competenza digitale “Applicare tecnologie 4.0 per innovare i processi” in tre su quattro indirizzi di studio (Livello Universitario 69,2%, Livello Secondario 44,6% e Qualifica di formazione o diploma secondario 39,9%) è richiesta in misura maggiore in termini percentuali rispetto la regione Campania e il territorio nazionale.

La “competenza digitale di base” è in linea nel Livello Universitario e Livello Secondario, mentre per le figure provenienti da ITS e Qualifiche/Diplomi Professionali la richiesta è minore in termini percentuali.

Solo per il Livello Secondario (57,1% ) la competenza digitale di “utilizzo dei linguaggi e metodi matematici/informatici” risulta in relazione alla Campania (53%) e all’Italia (53,6%) superiore.

Scarica  l’indagine QUI condotta dalla Camera di Commercio di Salerno

Per maggiori approfondimenti https://bit.ly/3maHer7   |  https://bit.ly/3pOg9fJ

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