Notizie della settimana 4 – 10 marzo 2019

È vero siamo in recessione (dice l’Istat) ma pare che dopo 4 mesi negativi, a gennaio ci sia stato un primo rimbalzo per la produzione con l’energia che traina (+6,4%) insieme al manifatturiero (+1,2%).

Intanto ci si sta attrezzando, in modo sistemico, per supportare startup, scaleup e Pmi innovative: la scorsa settimana è stato presentato, infatti, il Fondo Nazionale Innovazione, un soggetto unico con una dotazione finanziaria di partenza (prevista nella Legge di Bilancio) di un miliardo di euro in tre anni e la cui gestione verrà affidata alla Cassa depositi e prestiti (Cdp), attraverso una cabina di regia. L’obiettivo è quello di riunire e moltiplicare risorse pubbliche e private dedicate a un tema strategico per il futuro del Paese. L’idea è quella di creare una vera e propria “casa del venture capital”, con attività di accelerazione, uffici di coordinamento delle azioni territoriali, un team dedicato che possa investire direttamente in startup o operare come fondo dei fondi, seguirne passo passo l’evoluzione e alimentarne la crescita del fatturato attraverso le connessioni con il suo network di aziende avviate.

Non solo banche, quindi, per il credito alle imprese ma anche altre fonti di finanziamento legati soprattutto a esigenze di sviluppo come il private equity; il venture capital; la Spac; la quotazione in borsa; il private debt.

Con l’intento di aiutare il finanziamento di piccole e medie imprese europee, favorendo l’accesso  ai mercati finanziari, Parlamento, Consiglio e Commissione Europea hanno deciso di semplificare le regole da rispettare in occasione della quotazione in Borsa. Alcuni ostacoli saranno eliminati, e i costi saranno ridotti. L’intesa prevede concretamente la modifica di due regolamenti europei: il primo riguarda i prospetti finanziari, mentre il secondo è quello che regola le fattispecie relative agli abusi di mercato.

Interessanti esperienze di innovazione tecnologica iniziano a permeare anche i sistemi produttivi tradizionali delle pmi e del mondo artigiano. Accanto alla propria creatività e al talento gli artigiani contemporanei usano le nuove tecnologie e l’innovazione digitale sia nei processi di produzione sia in quelli di comunicazione e vendita. Nelle botteghe come nelle piccole imprese si lavora anche con stampanti 3D e social media. È Confartigianato a confermarlo: nel 2017 (ultimo dato disponibile) nel settore tessile-abbigliamento-calzature, la prima voce di investimento per le aziende artigiane è stato l’e-commerce, scelto dal 31,1% delle imprese, percentuale più alta del 22,8% del manifatturiero.

Questo processo potrà essere  velocizzato, come previsto dal Piano Nazionale Impresa 4.0, dal lavoro che nei prossimi mesi sarà realizzato dai Competence Center e dai digital innovation hub.

Ora la questione è: come si tradurrà il modello di Industry 4.0, preso in prestito dalla Germania, nel nostro contesto economico, sociale e culturale?

Di seguito gli articoli scaricabili:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *