Fase 2: la priorità del lavoro e delle persone

 

Della Fase 2 avremo tempo a parlarne, mentre ci sembra utile fermarci questa settimana sulle celebrazioni del primo maggio che ci riportano al tema-chiave del lavoro e della dignità dei lavoratori. Antonio Casilli, docente di sociologia presso l’università Télécom Paris, divide i lavoratori in:

– persone che possono tele-lavorare da casa cioè in media il 30 per cento della forza lavoro dipendente;

– lavoratori precari o dipendenti già attivi che non possono tele-lavorare come il personale medico, quello della grande distribuzione, i trasporti pubblici oppure i rider in moto o in bici, i driver;

– i lavoratori dell’automazione che “moderano i commenti sui social network o allenano gli algoritmi a diventare intelligenti”.

È proprio sul lavoro che si riaprono tutte le aberrazioni della nostra normalità pre-Covid: i lavori di cura familiare affidati alle donne con tutto ciò che ne consegue; le forme di sfruttamento dei lavoratori, dai lavoratori dell’agricoltura a quelli cosiddetti autonomi come i rider e i driver la cui condizione è ben raccontata nell’ultimo film di Ken Loach; molte condizioni di lavoro non sicuro; fino ad arrivare ai lavoratori che saranno sostituiti dalle macchine.

Diciamo che ce n’è abbastanza per desiderare di superare il prima possibile la Fase 2 rimettendo mano a questo tema profondamente politico che ha a che fare con la dignità, i diritti, l’autonomia e il benessere di noi tutti. L’ambizione è di poter risolvere qualsiasi forma di sfruttamento profondamente dannoso, per chi ancora non se ne fosse accorto, per tutto l’ecosistema.

Come per molte distorsioni del nostro sistema la domanda che ci stiamo facendo è la stessa: se non ora quando?

Lo staff di PIDMed

Scarica la Rassegna PidMed n65

 

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