Notizie della settimana 1 – 7 aprile

Via libera «salvo intese» al provvedimento per il rilancio dell’economia, con questa alea è stato approvato il decreto per la crescita dal Consiglio dei Ministri. In questo documento si prevede che startup e imprese sotto i 500 mila euro di fatturato siano escluse dalla nuova agevolazione di Impresa 4.0; il nuovo incentivo si applicherà solo alle altre pmi e saranno escluse anche le grandi imprese così come le imprese commerciali e del turismo. In base alla bozza di decreto, i progetti di investimento saranno ammissibili solo per importi di almeno 200 mila euro. E sempre dal fronte di Impresa 4.0 si rileva come, dopo tre mesi abbondanti dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019, il profilo dell’innovation manager (il superconsulente che dovrebbe aiutare le pmi nella transizione verso il digitale) non è ancora stato definito con esattezza. E, a causa di questa mancanza, resta per ora congelata nel 2019 la dotazione, pari a 25 milioni di euro, che la manovra aveva destinato ai «voucher», i contributi a fondo perduto dedicati proprio a pagare le consulenze specialistiche per l’innovazione.

Se l’offerta è quella che è anche la domanda non scherza in termini di debolezza: nella relazione illustrativa del DL crescita emerge che solo il 13% delle imprese si avvale delle agevolazioni per la digitalizzazione. Il restante 87% dichiara di volere restare nell’alveo delle imprese tradizionali principalmente a causa degli elevati costi per l’evoluzione tecnologica.

Eppure piano piano qualcosa si muove se è vero, com’è vero, che oggi ci sono 285 store virtuali italiani presenti sulle piattaforme Alibaba per oltre mille brand italiani. Grandi nomi della moda e del food, ma anche cantine, aziende di arredo-design, orologi, laboratori di cosmetica che hanno fatto la storia ma che oggi, anche in Italia, hanno un mercato di nicchia.

Ci sono poi settori che stanno trainando l’economia nazionale come il vino. In un anno, come il 2018, in cui il fatturato medio delle industrie manifatturiere è calato del 7,2% e anche quello delle imprese alimentari è diminuito del 4,6%, le società vitivincole in Italia hanno visto i loro affari crescere del 7,5%. Una controtendenza confermata anche dalla crescita dell’occupazione nel settore (+3,7%) e degli investimenti (addirittura +25,9%).

E i settori che continuano a tirare l’economia sono alla ricerca di giovani talenti. L’artigianato di altissima qualità non fa eccezione e ha fame di talenti, soprattutto per evitare che mestieri ben retribuiti e di grande prestigio, che fanno la differenza nei prodotti Made in Italy, vadano verso l’estinzione.

Alle imprese, soprattutto in certi settori-chiave, spetta il compito di trattenere le persone che valgono e anche di attrarre nuovi talenti. Uno strumento che le imprese stanno cominciando a testare, a vantaggio dei lavoratori, è il welfare aziendale. ll Welfare Index Pmi 2019 di Generali Italia (con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni) mette in evidenza un salto di qualità dell’offerta da parte delle piccole e medie imprese italiane: raddoppiano quelle che hanno attivato misure per i dipendenti. Tra le iniziative più originali si possono segnalare analisi del sangue, check-up medico e controllo oculistico gratuiti; il pranzo dei dipendenti preparato con materie prime bio e a km zero; la campagna “sostituzione degli snack” con ceste di mele e l’attività gratuita di yoga in pausa pranzo.

Intanto Napoli sta diventando una colonia delle Big Tech. Tim WCAP ha aperto a Napoli, in partnership con Cisco Italia e Università degli Studi Federico II con una grande ambizione: diventare punto di riferimento per il rilancio dell’innovazione di tutto il Sud Italia. Un polo strategico dedicato all’open innovation, dove Cisco Italia ha un ruolo fondamentale poiché servirà a sperimentare nuove soluzioni in ambito Industry 4.0, Cyber Security e Smart City anche attraverso la nuova rete 5G.

Chissà se la colonizzazione avrà il potere di affrontare i nodi endemici di questo sistema socio-economico. Chi scommette?

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